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Biotipologia di Shelton, costituzioni e somatotipo

Cos’è la biotipologia di Sheldon? Quale la scala di classificazione degli individui e cosa sono i somatotipi? Come si inseriscono questi aspetti in un percorso dietetico nutrizionale? Ecco quello che occorre sapere al riguardo.

biotipologia di Sheldon

Biotipologia di Sheldon

La biotipologia è una branca della biologia che analizza la costituzione fisica di un individuo e la collega ad eventuali patologie. Il principio di base, riconosciuto anche in medicina e nutrizione, è che vi sia una stretta correlazione tra struttura fisica (o caratteristica morfologica), funzionalità dell’organismo e stati patologici, anche psichici. Nonostante questa disciplina sia nata in epoche antiche, con Ippocrate prima e Galéno poi, il concetto di somatotipo (o biotipo costituzionale) viene introdotto solo negli anni ’40 da Sheldon, in base alle caratteristiche antropometriche del paziente. Egli individuò 3 somatotipi ben distinti: ectomorfo, mesomorfo ed endomorfo. E’ sicuramente la classificazione più diffusa attualmente in Occidente anche se nella sua forma rielaborata dai biotipologi Heath e Carter. Da allora nutrizionisti, fisiologi e medici hanno impiegato i somatotipi per sviluppare anamnesi e percorsi dietetici, nonché di allenamento. Va sottolineato inoltre che William H. Sheldon oltre che medico era anche uno psicologo per cui non si limitò a studiare le caratteristiche fisiche degli individui, ma le associò a determinati comportamenti e tratti psichici.

Biotipologia di Sheldon costituzioni e misurazioni

La teoria di Sheldon aveva un limite: si basava sull’osservazione empirica del soggetto. Per applicarla scientificamente necessitava di parametri e misurazioni standardizzate che venissero riconosciute da tutti gli esperti, ovvero effettuate attraverso l’antropometria. Un primo passo in tal senso fu fatto dal medico inglese Richard W. Parnell negli anni ’60. Egli approfondì lo studio sui somatotipi e sviluppò un metodo di misurazione antropometrica (M.4) distinguendo 3 biotipi: grasso, muscoloso e lineare, analoghi di endomorfo, mesomorfo ed ectomorfo. Ben presto gli americani Barbara H. Heath e J.E. Lindsay Carter, già collaboratori di Sheldon, rielaborarono i suoi concetti avvalendosi anche del contributo di Parnell e fondarono il metodo Heath-Carter, oggi ampliamente impiegato. Le misurazioni includono diversi parametri fondamentali come l’altezza, il peso, l’ampiezza delle pliche in alcune zone, diametri e circonferenze.

Biotipologia di Sheldon, ectomorfo

Gli individui classificati come ectomorfi (o longilinei) sono solitamente alti e magri con ossatura lunga e sottile, petto e spalle stretti. Hanno difficoltà ad accumulare grasso dal punto di vista metabolico (metabolismo basale rapido) e muscoli. Dovranno faticare molto in allenamento per aggiungere massa muscolare, ma di certo non avranno problemi di linea. Caratterialmente sono riflessivi, silenziosi, talvolta introversi, ma con una certa consapevolezza di se stessi, il che li può aiutare nel raggiungimento dell’obiettivo desiderato. Dal punto di visa antropometrico avranno:

  • Circonferenza caviglia inferiore a 22 cm
  • Circonferenza polso inferiore a 16 – 17 cm
  • Peso inferiore di 5/10 Kg (rispetto ai centimetri di altezza sopra il metro. Ad esempio: se una persona è alta 1,75 si considererà il parametro di peso inferiore a 75)

 

Biotipologia di Sheldon, endomorfo

Gli endomorfi (o brevilinei) tendono ad avere struttura ossea e muscolare robuste, spalle strette e fianchi larghi, con un apparato digerente molto sviluppato e dunque spesso con pancia e circonferenza addominale ampia. Nelle donne l’endomorfismo è noto con la struttura fisica “a pera”. Hanno un metabolismo lento e sono predisposti all’accumulo di grasso: fanno quindi fatica a dimagrire, mentre ingrassano molto facilmente anche grazie ad alcune caratteristiche psicologiche che li vedono come amanti del buon cibo e della convivialità. Per tali motivi sono facilmente soggetti a malattie cardiovascolari e al diabete di tipo 2 per cui un regime alimentare ipocalorico ed un buon allenamento costante possono essere necessari. Del resto hanno anche una discreta capacità a sviluppare muscoli, il che significa che con impegno possono arrivare a buoni risultati in termini estetici oltre che di salute. Tra le caratteristiche antropometriche che li identificano troviamo:

  • Circonferenza caviglia oltre i 23 cm
  • Circonferenza Polso oltre i 18 cm
  • Peso superiore di 5/10 Kg (rispetto ai centimetri di altezza sopra il metro)

 

Biotipologia di Sheldon, mesomorfo

Il mesomorfo o normolineo ha il fisico che tutti vorrebbero: ossatura di medie dimensioni, spalle larghe e vita stretta, muscoli tonici e ben definiti o facilmente stimolabili dall’attività sportiva. Il metabolismo è veloce ed in genere i mesomorfi non accumulano i grassi. Difficilmente sono sovrappeso o sottopeso. La loro dieta permette un generoso apporto calorico laddove lo desiderino. Sono atleti “naturali”, con buona muscolatura -e dunque forza- sia nelle gambe che nelle braccia e caratterialmente sono sempre molto attivi ed impegnati.

  • Circonferenza caviglia 22 – 24 cm
  • Circonferenza polso 16 – 18 cm
  • Peso inferiore o superiore di 5 kg rispetto all’altezza

 

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